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CONVEGNO ALLA MOLE SU “L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE” SOLO IL 30% SI SOTTOPONE A CONTROLLI SISTEMATICI PLAUSO ALL’INIZIATIVA DI ALLEANZA ASSICURAZIONI DI ANCONA

Intervento alla Mole su “L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE”

Prevenire è meglio che curare. Quante volte ce lo siamo sentito ripetere? Eppure non ci siamo ancora. E’ quanto emerso dal convegno organizzato da Rosanna Lovreglio per “Alleanza Assicurazioni” di Ancona, in favore dell’Associazione Patronesse del Salesi. Un buon pubblico, nonostante il cattivo tempo, ha raggiunto la Sala Boxe della Mole Vanvitelliana che ha ospitato gli interventi dei tre relatori invitati e cioè il dott. Carlo Mariotti, Specialista di Chirurgia Generale e Chirurgia Toracica; il prof. Flavio Del Savio, Medico Ostetrico, Ginecologico e la dott.sa Stefania Ferini, Psicologa psicoterapeuta. Il focus: prevenire il tumore.

Tema sempre anche troppo attuale, perché in un Paese alle prese da tempo con la pandemia da Coronavirus, si finisce per dimenticare che in Italia si stima vi siano in un anno 377.000 nuove diagnosi di tumore, circa 195.000 fra gli uomini e circa 182.000 nelle donne. 

“Nonostante le sollecitazioni del sistema sanitario regionale – ha affermato Mariotti – solo il 30% delle donne tra i 49 e i 69 anni si sottopongono nei tempi giusti e sistematicamente ai controlli, senza sapere che dai 40 anni in poi bisognerebbe sottoporsi a mammografia ed ecografia sempre, e insieme, perché si tratta di due esami molto diversi tra loro. Fra l’altro, il tumore nelle donne colpisce anche in 15 mila casi su donne sotto i 49 e in 25 mila casi sopra i 69 anni”.

“I tumori al collo dell’utero colpiscono perlopiù le giovani donne – ha aggiunto Del Savio -, mentre il carcinoma al corpo dell’utero colpisce donne in seconda e terza età. Al minimo accenno di sanguinamento è necessario intervenire tempestivamente, perché in questo modo si può sconfiggere la malattia. Il peggior tumore di tutti, la nostra “bestia nera”, è il tumore dell’ovario: non dà sintomi, è subdolo e può provocare un semplice gonfiore della pancia, per questo è bene affidarsi alla diagnostica preventiva”.

“Dal punto di vista psicologico c’è modo e modo di affrontare il problema quando si ha a che fare con un tumore – ha affermato la Ferini -. Ma tutto dipende da noi. Dalla nostra capacità di controllare la malattia, senza farsi travolgere. Bisogna sempre avere fiducia, perché la speranza è un farmaco. Il lamento non aiuta, non serve piangersi addosso, ma reagire, lottare. Bisogna concentrare il focus non sul problema, ma sulla soluzione: è fondamentale. Quattro minuti al giorno di meditazione e di concentrazione sul respiro possono aiutare, invito tutti a provare, anche se vi sentite bene: che cosa sono quattro minuti in una giornata?”.

E dopo una prova pratica con tutti i presenti, Rosanna Lovreglio ha omaggiato la presidente delle Patronesse, Milena Fiore e quest’ultima – nel ringraziare lei e Alleanza Assicurazioni per la cifra devoluta, ha donato ai relatori il volume sui 100 anni dell’Associazione e il nuovo Calendario del 2023. Da ultimo, offerte dei presenti per le buonissime marmellate esposte. 

Un pomeriggio utile, intenso, aperto dal racconto dell’esperienza diretta di Rosi Lovreglio che ha fortemente voluto la nascita di suo figlio, concepito mentre lei era alle prese con un tumore. Tanti l’avevano sconsigliata di proseguire la gravidanza e invece il piccolo Davide, bello, biondo e vispo, non solo ha potuto nascere, ma era lì al convegno a scorrazzare, lanciare baci e pure qualche urletto, quando perdeva di vista lo sguardo della mamma… Viva la vita!

Alleanza Convegno alla Mole su “L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE”
Alleanza Convegno alla Mole su “L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE”

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